«La cultura va avanti se dialoga, abbiamo una tale ricchezza di patrimonio culturale, di depositi e documenti che possiamo mettere a valore arricchendo anche dei titoli di archivio di stato varie città». Sono state queste le prime dichiarazioni del ministro della cultura, Alessandro Giuli, a margine dell’inaugurazione, avvenuta dopo ben 40 anni, della nuova sede dell’archivio di stato provinciale, a Barletta, in via Manfredi presso l’ex caserma Stennio. «La cosa bella – ha aggiunto – è il dialogo fra le istituzioni tra i luoghi del sapere e della conoscenza e soprattutto di una memoria viva che proprio qui, a Barletta, trova una sede d’eccellenza: un luogo che non sarà solo di lettura, di consultazione ma anche di socialità e digitalizzazione, quindi, di custodia affinché materiale così delicato e pregiato trovi la possibilità di essere consultato e preservato nel tempo. Siamo orgogliosi di restituire a questa comunità, con lo sforzo e l’aiuto della stessa, un patrimonio di questa importanza». Sulla querelle tra Trani e Barletta in merito alla rivendicazione, da parte di entrambe, della sede provinciale, Giuli ha aggiunto: «Conosco la sana e giusta competizione che a volte avviene tra i campanili ma tra i luoghi di pari bellezza è la concordia che prevale sempre».
«Dopo la palazzina Reichlin, palazzo san Domenico e l’auditorium del teatro Curci sono orgoglioso del risultato di oggi – ha poi aggiunto il sindaco Cosimo Cannito – l’amministrazione comunale ha compiuto un ottimo lavoro di collaborazione e supporto alla direzione generale degli archivi, la struttura è bellissima e questo quartiere, cosi come tutta la città, meritava un luogo culturale di riferimento. L’archivio è il luogo più importante della nostra memoria storica e non è facile aver ricevuto il riconoscimento del ministro. Sei milioni di euro è stato il costo totale, finanziato dal ministero della cultura, per il recupero dell’ex caserma Stennio. A Giuli chiederò, inoltre, il supporto economico per il recupero di palazzo Bonelli perché quello è il nostro prossimo obiettivo».
«Un giusto riconoscimento per questo territorio – ha chiosato il vicesindaco di Trani, Fabrizio Ferrante – Un momento di distensione e di ritrovata unità istituzionale, ove mai questa fosse stata messa in discussione, un percorso lungo e controverso ma alla fine ha prevalso una decisione di buon senso, si è deciso di rispettare entrambe le comunità, entrambe le sedi dell’archivio perché le stesse vantano un patrimonio archivistico, una storia, che merita una considerazione con uno sguardo al futuro attraverso la valorizzazione dei nostri patrimoni archivistici».