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giovedì, 23 Gennaio 2025
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Canosa – Limitone si dimette dal direttivo di “Io Canosa”

La nota del dott. Angelo Limitone: "La mia non è una fuga, ma un distacco determinato dalla consapevolezza di non riuscire più a rispecchiarmi in un gruppo politico, del quale avevo apprezzato gli slanci iniziali"

Carissimi,
non senza una punta di rammarico, ho deciso di rassegnare le mie immediate ed irrevocabili dimissioni dal direttivo “IO CANOSA”. Sono sempre stato contrario all’abbandono di un ruolo, perché lo ritengo un modo un po’ vile di lasciare il campo ad altri
” – inizia così la nota a firma del dott. Angelo Limitone, in cui annuncia le dimissioni dal direttivo “Io Canosa”.

In questo caso è diverso: la mia non è una fuga, ma un distacco determinato dalla consapevolezza di non riuscire più a rispecchiarmi in un gruppo politico, del quale avevo apprezzato gli slanci iniziali. A distanza di un anno, mi sarei aspettato che i componenti mettessero in luce un piglio decisionale maggiore, una sinergia di intenti, un dinamismo concettuale, che fossero da sprone ad un’evoluzione del gruppo e non ad un’implosione organizzativa e propositiva, che sta trasformando le iniziali progettualità in effimere velleità ideologiche.

Ritengo che vi sia una bella differenza fra LO STARE ALL’OPPOSIZIONE e FARE OPPOSIZIONE. Un’opposizione costruttiva ed autorevole può sensibilizzare la maggioranza, sottolinearne in maniera efficace gli errori e, soprattutto, se viene percepita come un’alternativa credibile, può indurla a calibrare la propria azione politica sui canoni del realismo, più che su quelli della demagogia.

Ritengo che, una forza politica che intenda FARE OPPOSIZIONE, debba mostrarsi pronta, unita, reattiva, popolare, credibile e propositiva.
FARE OPPOSIZIONE significa spogliarsi di autoreferenzialità, dietrologia, ambizioni individuali e formalismo; significa favorire un contesto sinergico (maggioranza e opposizione) per ripartire dal territorio, dal legame di interdipendenza tra i cittadini e quest’ultimo; significa elaborare una strategia politica ordinata e mirata per investire in opere pubbliche, con un approccio complessivo che tenga conto delle specificità economiche e sociali della nostra città, valutandone, nel contesto, le ricadute dell’intervento.

Bisogna, pertanto, darsi un metodo, quello dell’analisi, a partire dai dati e dall’approfondimento sul campo, affinché la politica diventi strumento di convergenza economica, nel rispetto del mosaico sociale, economico e culturale di ogni singola realtà territoriale.

Questo, a mio modesto avviso, significa ridare slancio alla politica con la P maiuscola. Basta con le persone che si recano alle urne in cambio di qualcosa. Abbiamo bisogno di persone che votano perché credono in qualcosa. A me piace investire, osare, rischiare: forse perché sono sempre stato dotato di uno spirito imprenditoriale o forse solo, perché, sono l’ultimo dei sognatori.

E mi piace investire con il cuore, con la passione, con la condivisione. C’è bisogno di restituire un’anima alla politica, per generare, di nuovo, un’identità e un’appartenenza; quell’identità che si sente partecipe di uno sforzo finalizzato al bene comune. Diversamente risulteremmo davvero talentuosi nel mentire a noi stessi e, soprattutto, dovremmo ammettere, non senza una punta di preoccupazione, che non abbiamo il coraggio di servirci della nostra intelligenza.

Anestetizzare le proprie idee, mettere a tacere le coscienze e la forza dell’anima è la forma più crudele di spersonalizzazione, cui si possa soggiacere. Sono certo che il direttivo “ IO CANOSA”, che ringrazio sentitamente per la fiducia riposta nella mia persona, saprà comprendere le motivazioni che mi hanno condotto a tale decisione.

E’ stato un percorso di riflessione non certo esente da inquietudini ed amarezze; ma la libertà di scelta e la serenità d’animo sono beni impagabili da non barattare mai. Il grande Emerson affermava: E’ facile, vivendo nel mondo, vivere secondo l’opinione del mondo; è facile, vivendo
in solitudine, vivere secondo noi stessi; ma equilibrato è colui che, in mezzo alla folla, continua ad
ascoltarsi e a riporre fiducia in sé stesso
‘.

E riuscire ad ascoltarsi non è né semplice, né scontato. ALMENO PROVIAMOCI!” – conclude Limitone.

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