Olga è una commerciale ucraina che vive con la sua mamma, un cane e un gatto a Dnipro, cittadina distante circa 200 km dal confine con la Russia e per questo tra la prime ad essere bombardate dall’esercito sovietico il 24 febbraio 2022.
La sua vita, fino al giorno precedente, si è svolta regolarmente.
In giro per il mondo, a vendere giocattoli.
Unica preoccupazione: il suo lavoro e il benessere della sua famiglia.
“Fino a qualche settimana fa, non abbiamo mai dato eccessiva importanza alla politica – dichiara Olga ai nostri microfoni – quando ci parlavano delle minacce di guerra del Sig. Putin nessuno di noi ci credeva… siamo nel XXI secolo e siamo nel cuore dell’Europa …non succederà mai“.
Quel giorno invece l’impossibile è diventato il presente.
Dopo l’iniziale incredulità e smarrimento, Olga viene portata alla realtà dalla telefonata di un’amica che le dice di scappare. Da quel momento la sua unica preoccupazione diventa mettersi in salvo e mettere in salvo la sua famiglia. Addio casa, addio lavoro.
“In questo momento in Ucraina non ci sono città o luoghi in cui essere al sicuro“ continua Olga. Unica via di fuga, l’Europa.
Sì ma per andare dove? e per quanto tempo?
Olga che per professione è a contatto con diversi imprenditori europei non ha però parenti o amici al di fuori dell’Ucraina: “non potevo fare altro che chiamare i miei clienti. Senza neanche conoscermi bene, quando ho chiamato Alessandro mi ha detto subito di sì”.
Il dott. Alessandro Coratella è un imprenditore andriese, che fino ad allora ha comunicato con Olga quasi esclusivamente tramite mail, e l’ha incontrata di persona solo 2-3 volte.
Lui però non ci pensa troppo e con il sostegno di tutta la sua famiglia invita Olga a partire subito.
Olga ha anche una sorella e due nipoti, ma lei non vuole saperne di partire, vuole restare accanto al marito impegnato sul fronte a difendere l’Ucraina dagli invasori.
Così Olga raccoglie alcune delle sue cose, sua madre, il cane e il gatto e il 18 marzo 2022 decide di partire per l’Italia con la sua auto, una Subaru station wagon.
Olga non ha mai guidato in vita sua per più di 2-3 ore.
Questa volta si fa 2500 km in circa 3 giorni.
Fa una sosta a Bologna dove degli sconosciuti che riconoscono la targa ucraina gli pagano il pernottamento, senza neanche farsi vedere. Non vogliono essere ringraziati.
Il 20 marzo Olga, sua madre il cane e il gatto sono a Corato, presso il B&b della famiglia Coratella. Alessandro non sa ancora per quanto tempo le due donne e i due quadrupedi resteranno in Italia e così il giorno dopo, lunedì 21 marzo li porta presso il comune di Andria per registrare la loro presenza.
Dal comune non hanno previsto delle strutture di accoglienza e invitano Olga a registrarsi presso la Caritas andriese.
Alessandro che possiede un appartamento sfitto sopra casa sua decide di ospitarle: Olga, sua madre, il cane e il gatto.
Per quanto tempo? gli chiediamo
- “Non lo so” risponde lui.
Nella videointervista abbiamo chiesto a Olga se il presidente Zelensky non avesse fatto meglio ad arrendersi per salvaguardare la vita di migliaia di ucraini.
La sua risposta: “In Ucraina c’è la democrazia. I russi vogliono portare il regime e toglierci la libertà di parola. Preferiamo combattere fino alla morte.”
